Scusi, dov’è il cesso?

La pubblicità propone a ciascuno di noi di trasformarsi, o di trasformare la propria vita, comprando qualche cosa in più. Spesso inutile. Spesso più che superflua. Come dice John Berger, la macchina pubblicitaria “ci persuade a tale trasformazione mostrandoci persone che hanno l’aria di essere trasformate e che risultano, dunque, invidiabili”. La pubblicità è il processo di produzione di glamour.

Ma guardano le pagine a colori che sui quotidiani reclamizzano una nota marca di gabinetti, mi sorprendo a scrutare il ciuffo sale e pepe del critico d’arte Vittorio Sgarbi, quasi sperso tra gli arredi della salle de bain e mi chiedo (e vi chiedo): “Vabbè, ma dov’è il cesso?”,

Scusi, dov’è il cesso?ultima modifica: 2004-08-25T12:08:17+02:00da carlopiz
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