Iconomachia 2

Proibire a uno studente di indossare una sciarpa attorno alla testa in classe, oppure una grande croce appesa al collo, è una limitazione inaccettabile, soprattutto se viene da un paese il cui motto è “libertà, fraternità e uguaglianza”. E’ una svolta verso la dittatura del laicismo.

La ”legge sul velo” della Francia di Chirac è un’altra vittoria del fondamentalismo islamico che è riuscito a scatenare quanto più di reazionario si nasconde dentro di noi. Quella legge è sbagliata come è sbagliato ostentare un unico simbolo religioso sui muri delle scuole in Italia, paese dove “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani” (art. 7 della Costituizione italiana) e dove “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” (art. 8).

Guardiamo spesso ai francesi come a un popolo che negli ultimi decenni è riuscito bene o male ad assorbire cinque milioni di musulmani nella sua popolazione, ex colonialisti che hanno capito come integrare gli ex colonizzati d’Africa, d’Asia e d’Oceania. Questa legge, oltre ai successi di Le Pen alle ultime presidenziali, dimostra che non è così. La repressione di un simbolo, di un’icona, è la prova della debolezza delle idee. Che a reprimere siano i Talebani o i parlamentari francesi è relativo. Che un metodo sia barbaro e cruento e l’altro democratico e rispettoso delle regole della Republique cambia poco nella sostanza. Per un Buddha di pietra che esplode c’è una ragazza araba che non può indossare il chador. Il linguaggio di questi gesti è troppo simile, l’osmosi ributtante: mentre i fondamentalisti si rafforzano grazie al Web e alla strategia del controllo delle immagini video, la Francia si trasforma in Repubblica iconoclasta.

La tanto criticata America, dopo le follie del maccartismo di 50 anni fa, e le discriminazioni razziali combattute da Martin Luther King, ha un’imperfetta storia di integrazione di razze, religioni e idee, ma è una storia che dura da più di 200 anni e da cui c’è da imparare: lì anche ai neonazisti e al Klu Klux Klan è concessa la libertà d’espressione di manifestare, fare propaganda ed esprimere pubblicamente le proprie idee (Primo Emendamento della Costituzione americana). Questo significa anche la libertà di indossare un anello del KKK a scuola (a proprio rischio e pericolo). E’ in questo calderone di libertà che il confronto può far emergere il meglio.
Reprimere vuol dire comprimere e prima o poi…far esplodere.

Iconomachia 2ultima modifica: 2004-08-31T11:42:25+02:00da carlopiz
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