Sotto lo stesso cielo.

Nel bel film prodotto da Quentin Tarantino, ”Hero”, la lezione è semplice: a volte bisogna desistere dai propri obiettivi per il bene della collettività. L’eroe assassino riesce ad arrivare a dieci passi dal re grazie al sacrificio di altri due spadaccini killer, Cielo e Neve-che-cade. Il Cavaliere Senza Nome li uccide di fronte a testimoni dell’esercito reale, guadagnandosi così il premio di arrivare a dieci passi dal re.

Una volta di fronte al re, l’assassino rinuncia a trafiggerlo perché ha imparato la lezione dell’amico Spada Spezzata, il quale, prima di congedarsi da lui, ha scritto sulla sabbia questa frase: sotto uno stesso cielo. Il Cavaliere Senza Nome capisce quindi che la sua vendetta personale, e quella del suo popolo (uno dei sei regni soggiogati dall’Imperatore cinese), è più limitata come ambizione di quella di ridurre le morti, le guerre e gli scontri di tutti i regni unificati “sotto lo stesso cielo”. Lasciando vivo il re, c’è la possibilità di far prosperare un popolo unito. Uccidendolo, di riscatenare le guerre, causando più morte.

Il film di Zhnag Yimou non serve da commento alle recenti modifiche costituzionali italiane, né alla nota incapacità italiana di convivenza all’interno di una coalizione di governo, ma può servire piuttosto a ricordare un altro personaggio politico, il solito Ralph Nader (su Virgilio News l’articolo di Emanuele Coen), l’ecologista americano sopravvissuto a tante battaglie contro i colossi delle multinazionali e ora assurto al ruolo di eroe (“hero”, appunto) di quegli elettori americani che non si riconoscono né nel partito Democratico di Kerry, né in quello Repubblicano in salsa neo-con di Bush. Secondo i democratici, c’è la minaccia che Nadar faccia perdere Kerry in nove stati, mettendo in forse quella che sembrava una vittoria di giorno in giorno più certa, e – secondo un sondaggio – auspicata da dieci paesi alleati degli Stati Uniti,.
Nader ribatte: “Devi essere pronto a perdere e combattere, perdere e combattere, perdere e combattere”.

A volte, però, devi essere pronto a perdere per il bene di chi sta “sotto lo stesso cielo”.

Sotto lo stesso cielo.ultima modifica: 2004-10-16T13:54:09+02:00da carlopiz
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